Barbara Nipoti, Benessere, Emozioni, Fede, Momenti, rabbia, Vita, Vivere bene

LA RABBIA. Semplici passi per riconoscerla e dissolverla

Nella vita di tutti i giorni, che lo vogliamo o no, capita che la rabbia ci avvolga e arrivi a noi così. All’ improvviso ci sentiamo diversi, a disagio con noi stessi e con chi ci circonda, come se un fuoco interiore poco alla volta prenda il sopravvento.
La lucidità in questo caso è un miraggio, capita che ne siamo consapevoli come no. Non sempre la rabbia è identificabile, o meglio, spesso quando siamo arrabbiati, pensiamo di essere completamente lucidi, padroni delle nostre emozioni e solo dopo, quando l’adrenalina è calata, dopo aver dato sfogo a quel fuoco, ci accorgiamo che non eravamo noi. Qualcosa ci ha avvolti ed abbiamo agito, risposto, lavorato, pensato come se fossimo un’altra persona.

Chi è calmo e sa gestire bene le proprie emozioni, chi le riconosce, si accorge che quel calore che sale, quel fuoco che arde nella testa e poi nel cuore è rabbia, ma non sempre ha la lucidità, perché di questo si tratta, di mettersi come in stand-by. Mollare la presa un attimo, lasciare tutto com’è per evitare di fare danni, peggiorare la situazione e far si del male.
A volte basta questo e se ci fai caso, quando fai qualcosa sotto l’impulso della rabbia, combini danni e poi tene penti.

Ecco il punto, prevenire è meglio che curare.
Ascoltare il nostro corpo vuol anche dire iniziare ad imparare a riconoscere cosa cambia in noi, in positivo o in negativo. Se in positivo, nulla di brutto può accaderci dopo, se, invece, in negativo, allora è bene prendersi quel tempo che spesso ci neghiamo, contare fino a 20 e porsi qualche domanda. In questo caso il contare fino a 20 e, se possibile, rimandare a domani o a più tardi è la cosa più veloce e sensata da fare. Il tempo per met te di sbol li re, di ve de re se non in modo diverso, sicuramente, con lucidità.

La rabbia è un’emozione che conosco bene, ahimè ne sono stata una vittima inconsapevole. Come ho detto prima, è un sentimento che ci avvolge e travolge, perché quando siamo in questo stato qualsiasi azione che facciamo ci sembra la più normale e sensata possibile, ci
sentiamo lucidi e presenti. Poi, dopo qual che tempo, dopo che ci siamo sfogati e ci siamo distratti….. tornando indietro ci diamo epiteti di ogni genere. Beh, nulla di più vero e normale, non eravamo noi, ma una brutta rappresentazione di noi.

La rabbia, come la felicità, la tristezza, la paura…. è un’emozione che va riconosciuta, accolta e gestita. Invece, siamo soliti fare il contrario: una volta capito che abbiamo agito d’impulso e avvolti da quell’emozione negativa, iniziamo a massacrarci, ad odiarci, devastandoci ancor di più. Sensi di colpa trapelano e poco alla volta incrinano il nostro umore, il nostro cuore, gli intenti buoni della giornata.
Cosa fare?

Beh, come è stato detto a me da un caro amico don, ricordiamoci sempre che siamo UMANI, per cui, sbagliare capita, importante è capire come poter evitare di ripetere lo stesso errore. Questo cambia, questo fa crescere. Porsi domande, prendersi tempo, andare a vedere come in altri momenti avremmo agito e reagito, come avrem mo gestito la situazione se invece di rispondere subito, ci fossimo presi momenti per distrarci, per portare la testa altrove, a qualcosa che ci
dona pace, serenità, quiete.

Le emozioni vanno governate. La paura è anche sana, perché ci salva la vita, ma se viviamo costantemente con questo sentimento, soccombiamo, ci ammaliamo e non riusciamo a fare più nulla. La paura come ti fa scattare, ti mette in fuga e ti salva la vita in caso di pericolo, così ti blocca, ti annienta, ti uccide.

Così la felicità, per molti uno status e per altri un miraggio. Ma anche qui, sfatiamo qual che mito. Cosa vuol dire essere felici, di cosa ho bisogno per essere felice, cosa mi dona quello stato che io chiamo felicità? La felicità è sicuramente sana, ma per esserlo devo prima averla riconosciuta, capita, accolta e gestita. Hai idea, di quante persone pensino di essere infelici e vivono da infelici, per poi scoprire magari, quando ormai è troppo tardi, che da anni tutto quello che le rendeva felici era a portata di mano? Hai idea che danni si sono fatti?
Si sono preclusi una vita serena. La felicità non è per tutti un bel conto in banca, per molti è un abbraccio, per altri il balcone fiorito ed altri ancora sapere in salute i propri cari. E’ soggettiva ed
ha molti nomi, sta a noi, riconoscerla, accoglierla e gestirla.

Facciamo attenzione. Sfatiamo miti e leg gen de sulle emozioni.
Anni fa il mio corpo era andato il tilt.
Segnali di fumo da tutte le parti, occhi che lacrimavano, schiena bloccata, dolori alla pancia….. man mano tutto di me si stava bloccando. Mi sono preoccupata e man mano che compariva qualche sintomo nuovo, la rabbia aumentava. Ad un certo punto quando ho capito che il mio stesso corpo mi sta va bloccando, mi stava impedendo di compiere le azioni regolari della giornata, ho capito che se continuavo a stare male, nonostante stessi facendo molte cose per star bene, dovevo come prima cosa CAMBIARE radicalmente strada, metodo, abitudini. Mi sono data tempo, ho iniziato a meditare tutte le sere e dopo qualche mese, mi sono accorta che quando meditavo stavo bene, tutto spariva, i dolori sembravano svaniti e soprattutto io mi sentivo leggera.

Alleggerita da quel carico emotivo immenso, dolore e dispiacere pensavo io, invece era solo RABBIA. Rabbia e non dolore, Rabbia e non dispiacere.

Impariamo a dare alle cose il giusto nome, evitiamo di essere pudici con noi stessi (pudici anche nel parlarci chiaro, nel l’es se re sen za veli nel l’animo). Per me è stato così e prima di ri conosce‐
re che mi ero completamente bloccata a cau sa del la rabbia …….prima di ammettere che non provavo dolore, non provavo odio, non pro va vo tri stez za, ma RABBIA ho dovuto far passare del tempo.

Rabbia ? Io? Ma sia mai!
Imbrogliamoci di meno e siamo aperti con noi stessi, ascoltiamoci, amiamoci, siamo li be ri. Prova re rab bia è naturale, è inutile negarla, mettere la testa sotto la sabbia, farsi spaventare solo all’idea. Cosa succede se ammetto che provo rabbia? Sono una persona poco per bene? Non sono una buona cristiana?
Non sono …. Cosa??? Smettiamo i falsi pudori ed amiamoci in profondità. Come possiamo scendere dentro di noi e capire come comportarci? Molti trovano benefici immensi meditando,
altri pregando, altri ancora leggendo. Tut to ser ve se uti le per star bene, se costruttivo, se in qualche modo è una risorsa che ti permette di prenderti quel tempo necessario per pensare con lucidità.

Cosa ho fatto al tempo, quando ho capito che ogni qual volta vedevo il medico che, a mio parere, aveva fatto quasi morire mio marito, diventavo tutta elettrica, sentivo il cervello surriscaldarsi ed in me c’era un solo desiderio: mangiarmelo vivo? Ho pregato, meditato molto e letto. In questo modo ho preso tempo e questo mi ha per messo di fare una prima grande scoperta: riconoscere e guardare in faccia cosa provavo. Non tristezza, non paura, ma RABBIA allo stato puro.
Per colpa sua avrei potuto perdere mio marito, ci credo che ero incavolata nera, ti pare? SI… naturale. Bene. Il primo passo l’avevo fatto, avevo RICONOSCIUTO l’emozione corretta e adesso, cosa fare con questa bella scoperta?
Ho aumentato il tempo a mia disposizione per pregare e meditare, perché dovevo trovare  l’angolino di pace rigeneratrice per compiere il passo successi: ACCETTARLA. Certo, accettare la rabbia fa male, brucia più della rabbia stessa, perché mettere la testa sotto la sabbia, sembra il rimedio più indolore, invece è quello più logorante. E una volta che l’ho RICONOSCIUTA e poi ACCETTATA, mi sono presa il tempo per compiere il grande passo, AMARLA. Si amar la!
Solo con il nostro amore possiamo prenderci cura delle cose belle, come di quelle brutte. La rabbia distrugge ed annienta e se provo rabbia per essere arrabbiata (cosa classica che accade) allora non ne esco più.

La riconosco, la accetto e inizio a capire come amarla. Poi la AMO e basta, me lo impongo? Si, anche. Tanto dopo 21 giorni di imposizione diventa una NUOVA ABITUDINE.
Amarla per quale motivo? Per dissolverla! 
Per annientarla, per toglierle potere.
Solo così si toglie la rabbia da noi. Non si combatte, la si riconosce, la si accetta e la si ama per dissolverla.

Se ci pensi ti sembra impossibile da fare, per cui, un suggerimento. Sai cosa ho fatto io?
Mi son messa lì e l’ho amata, punto. Senza tante domande, richieste, perplessità. Stavo male, cadevo a pezzi, se crollavo io era tutto finito…. Secondo te avevo qual che alternativa a portata di mano più valida ? NO! Per cui, sono passata al fare, ho intensificato le mie preghiere, la mia meditazione ed ho iniziato ad AMARLA, a TOGLIERE tutto il POTERE su di me.

Wowww…..se capisci che l’amore dona potere alle cose belle e toglie potere alle cose che sono a te nocive, hai le chiavi in mano per accedere alle ricette dell’ascolto, del benessere, della vita.
Alla fine, dopo essermi presa cura della mia rabbia, tutto mi è apparso diverso.

Certo il medico non era diventa to il mio più caro amico, ma ho iniziato a vedere cose in modo diverso. Mi sono accorta che il fatto che quel medico non fosse una cima gli ha sal va to la vita.
Paradossalmente il fatto che non gli hanno fatto esami medici più approfonditi è stato un salvataggio, una manna dal cie lo.
Ma que sta è un’altra storia.
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